Una sfida strategica per la blue economy
L'industria marittima, responsabile di circa il 3% delle emissioni globali di CO₂, sta affrontando una sfida cruciale per la sostenibilità. L'impatto è particolarmente significativo nei porti, dove i gruppi elettrogeni navali, spesso alimentati a gasolio o olio combustibile pesante, continuano a funzionare durante le soste, generando emissioni inquinanti e rumore.
Il cold ironing – conosciuto anche come shore power – è una tecnologia che consente alle navi ormeggiate di spegnere i generatori di bordo e ricevere l’energia necessaria direttamente dalla rete elettrica terrestre. Le navi, infatti, si collegano all’infrastruttura elettrica di terra, riducendo drasticamente emissioni e inquinamento acustico, garantendo l’alimentazione di tutti i servizi di bordo senza dover bruciare combustibili fossili. A livello internazionale, questa pratica è già consolidata in diversi porti militari e turistici, mentre nei porti commerciali si è diffusa solo negli ultimi anni.
Anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione. Il Piano Nazionale Cold Ironing, sostenuto dal PNRR, prevede circa 700 milioni di euro di investimenti e il coinvolgimento di una cinquantina di porti. Alcuni scali – come Gioia Tauro, La Spezia, Civitavecchia, Bari e Taranto – hanno già avviato i primi progetti di elettrificazione delle banchine. L’Italia, tuttavia, parte con un certo ritardo rispetto al Nord Europa e agli Stati Uniti, e la vera sfida sarà duplice: da un lato accelerare la realizzazione delle infrastrutture, dall’altro assicurare che siano costruite con tecnologie efficienti, affidabili e scalabili.
Perché l’elettronica di potenza è la chiave
Dietro ogni impianto di cold ironing c’è un cuore tecnologico: l’elettronica di potenza. Convertitori, inverter e sistemi di accumulo non devono solo essere affidabili, ma devono garantire efficienza energetica, per ridurre i costi di esercizio, e stabilità della rete.
La tecnologia Silicon Carbide (SiC), applicata a tutti i progetti power electronics sviluppati da Prima Electro, permette di ridurre le perdite fino al 50% rispetto alle soluzioni tradizionali in silicio, con componenti più compatti, leggeri e resistenti.
Le soluzioni prima Electro per l’elettrificazione dei porti
Per trasformare i porti in hub sostenibili, il cold ironing non è solo una tecnologia, ma un'intera filosofia basata su soluzioni flessibili e potenti. Il nostro approccio si fonda su un profondo know-how nell'elettronica di potenza, che ci permette di sviluppare piattaforme pronte a soddisfare le esigenze di oggi e a adattarsi alla crescita futura.
Le nostre soluzioni sono completamente modulari, scalabili e personalizzabili per ogni scenario portuale:
- eSTORM: questi moduli bidirezionali agiscono come un "regolatore" intelligente della rete. Con potenze da 15 a 50 kW, migliorano la sicurezza, l'efficienza e la qualità dell'energia fornita alle navi, stabilizzando i parametri elettrici e ottimizzando il consumo.
- eTHUNDER: sono i nostri convertitori DC/DC modulari, una soluzione versatile che può scalare da 3,6 fino a 500 kW. Sono compatibili con i sistemi di accumulo ad alta tensione e supportano anche la funzionalità Vehicle-to-Grid (V2G), permettendo ai veicoli elettrici di scambiare energia con la rete portuale.
- eBESS: si tratta di inverter specifici per i sistemi di accumulo a batteria. Disponibili in configurazioni isolate e non isolate, gestiscono potenze da 15 a 50 kW per assorbire i picchi di carico durante le operazioni portuali, garantendo un'alimentazione stabile e affidabile.
- eCHARGER20: sono moduli AC/DC da 20 kW ideali per creare infrastrutture di ricarica efficienti e scalabili fino a 120 kW. Sono la base perfetta per realizzare charging hub dedicati e supportare l'infrastruttura di cold ironing.
Tutte queste piattaforme condividono un DNA comune: modularità, compattezza e un'alta densità di potenza. Questi non sono solo dettagli tecnici, ma elementi fondamentali che ci permettono di offrire soluzioni pronte a evolvere con la decarbonizzazione dei porti nel lungo periodo.
Custom o standard?
Basandosi sulle considerazioni precedenti e sull'esigenza ormai inderogabile di elettrificare i porti, è legittimo chiedersi: perché non adottare prodotti standard “off-the-shelf” invece di investire in soluzioni personalizzate e su misura?
- I vantaggi delle soluzioni standard: costi iniziali inferiori, tempi di fornitura più rapidi e maggiore disponibilità sul mercato.
- I limiti: difficoltà di integrazione in sistemi complessi come i porti, ridotta flessibilità di fronte a requisiti specifici (potenze elevate, normative EMC stringenti, ambienti marini), ciclo di vita spesso non allineato con la durata delle infrastrutture.
Le soluzioni di Prima Electro rappresentano un valido compromesso: partendo da blocchi tecnologici consolidati, le nostre piattaforme sono configurabili e adattabili per rispondere alle esigenze specifiche del cliente.
Questo approccio ci permette di ridurre il tempo di sviluppo rispetto a un progetto completamente su misura, superando al contempo i limiti dei prodotti standard. Per il settore della blue economy, il valore delle nostre soluzioni non risiede solo nella performance tecnica: ciò che offriamo è la capacità di garantire affidabilità, conformità normativa e resilienza in scenari complessi e ad alta criticità.
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